giovedì 22 maggio 2008

Frutta e verdura: apre a Lovereil «mercatino della qualità»

Gli amanti dei cibi tipici e genuini, legati al territorio e acquistati direttamente dal produttore da mercoledì 21 maggio avranno un’opportunità in più per fare una spesa di qualità.
Infatti a Lovere, dalle 8,30 alle 13,30, in piazza Tredici Martiri, debutterà il mercatino degli agricoltori, un’iniziativa promossa dalla Coldiretti di Bergamo-Campagna Amica in collaborazione con la locale amministrazione comunale con l’obiettivo di dare la possibilità ai consumatori di fare una spesa a «chilometri zero», a base di prodotti ottimi e a prezzi contenuti.

«Con i mercati dei produttori agricoli - spiega il presidente della Coldiretti bergamasca Giancarlo Colombi - vogliamo andare incontro alle esigenze dei consumatori: necessità di risparmiare e desiderio di acquistare prodotti freschissimi, dalla provenienza certa.
Ad un produttore che vende direttamente si possono chiedere anche informazioni sulla qualità, ma anche sul ciclo produttivo degli alimenti e sulle tradizioni che lo caratterizzano.

E questo è un importante valore aggiunto. Come Coldiretti abbiamo fortemente voluto il decreto, entrato in vigore alla fine dello scorso anno, che rende possibile avviare in ogni Comune i mercati dei produttori agricoli.
E’ una soddisfazione vedere che le istituzioni stanno riconoscendo la validità del nostro lavoro e di quello degli operatori del settore».

Il mercato di Lovere si terrà ogni mercoledì fino al prossimi 24 settembre

(da l'Eco di Bergamo)

giovedì 15 maggio 2008

La scomparsa dei Verdi.

Nessuno tra loro pensa che fossero i Verdi a rappresentare politicamente l'ecologismo italiano e le critiche alla gestione di Pecoraro Scanio si sprecano, ma per tutti la scomparsa dal Parlamento del Sole che ride dopo oltre venti anni è stata comunque un brutto colpo, quanto meno simbolico. "Questo terremoto - osserva Della Seta - è stato un aspetto poco trattato nelle analisi post elettorali, in effetti si è chiusa una pagina".

Globalizzazione e identità. Se in molti dopo il 14 aprile ci hanno spiegato che la lotta di classe è ormai roba da libri di storia e i comunisti sono spariti da Camera e Senato perché il voto operaio è passato alla Lega, difficile trovare qualcuno pronto a sostenere che sia finita anche la questione ambientale. La riflessione di Della Seta prende la forma di un gioco di matrioske. "Il bisogno di sicurezza che ha spinto gli elettori verso destra è anche un bisogno di identità e chi minaccia l'identità è un certo tipo di globalizzazione e tra chi si oppone a questo tipo di globalizzazione c'è sicuramente l'ambientalismo".

Il Luogo dell'ambientalismo. Insomma, non sono solo l'emergenza climatica ed energetica a fare del "pensiero verde" la questione del futuro, ma anche la sfida sulla sicurezza passa per l'ecologismo.

E se la sinistra in Italia non ha ancora capito l'importanza di giocare questa carta, "del saper dare risposte al bisogno di Luogo", per dirla ancora con le parole di Della Seta, la destra se l'è ritrovata tra le mani senza neppure rendersene conto. Il peso della tradizione. Il quadro che traccia il dirigente del Pd, coautore tra l'altro del Dizionario del pensiero ecologico da Pitagora ai No global, è desolante. "Veltroni in campagna elettorale ha cercato di introdurre qualche novità importante, ma è stato timido: pesa la tradizione marxista di matrice operaista, poco attenta all'ambiente, che ha influenzato anche una parte del movimento politico d'ispirazione cristiana.

Allo stesso modo la destra italiana è in enorme ritardo rispetto al resto d'Europa, dove l'ambiente è diventato un tema centrale delle campagne di leader come Merkel, Sarkozy e Cameron: qui siamo fermi all'eccezione Alemanno e a qualche riflessione individuale di Tremonti".

Un patrimonio annacquato. Valutazioni che Massimo De Maio, forte della lunga frequentazione con la destra "sociale" conferma solo a metà. "Una parte dei valori dell'ambientalismo moderno, come la lotta alla globalizzazione, la difesa delle identità locali e delle tradizioni, la critica del materialismo, fanno parte del patrimonio della destra 'storica', ma la destra attuale è solo un contenitore elettorale privo di ideali".

Se la critica alla destra è spietata, non è certo a sinistra però che De Maio ha voglia di guardare. Per tutta la campagna elettorale Veltroni ha ripetuto come un disco rotto che "l'Italia deve crescere", parole che devono aver avuto l'effetto dell'orticaria su un entusiasta sostenitore del "Movimento per la decrescita felice" che "festeggia quando il Pil scende", come il presidente di Fare Verde.
Timidezza punita. Destra come sinistra, sinistra come destra e nessuno davvero ambientalista? La situazione paradossalmente è ancora più confusa e ancora una volta le contraddizioni si attorcigliano alle contraddizioni.
Nella passata legislatura il verde Paolo Cento da sottosegretario all'Economia ha contribuito all'approvazione del disegno di legge per l'introduzione dell'indice di sostenibilità ambientale, una prima piccola picconata alla dittatura del Pil e della crescita ad ogni costo, ma la sinistra ha pensato bene di tenere l'iniziativa semiclandestina.

Il fattore Grillo. Probabile che il provvedimento sia destinato a rimanere l'ennesimo libro delle buone intenzioni, ma magari rivendicare questo piccolo passo avanti poteva servire a parare qualche bordata di Beppe Grillo, che dello slogan "meno-meno-meno" ha fatto uno dei suoi manifesti astensionisti.
"E' fuori di dubbio - osserva ancora Della Seta - che il comico genovese abbia fatto breccia soprattutto a sinistra, ma se tutti sottolineano il contenuto antipolitico e anticasta della sua campagna, nessuno ha fatto notare che l'altra metà del suo programma è di carattere ambientalista".

Il problema della rappresentanza. L'ambientalismo insomma non è morto, fatica solo a trovare un'espressione politica all'altezza delle questioni che pone, ma anche degli orizzonti di cambiamento che dischiude. E qui le analisi di De Maio e Della Seta tornano a coincidere, ritrovandosi anche con quella di Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace. "Anche se le elezioni sembrerebbero dire il contrario, i temi ambientali sono molto sentiti tra i cittadini.
Il problema non è dell'ambientalismo ma della politica. Quella italiana su questi temi è più statica persino del Vaticano, c'è un problema enorme di rinnovo generazionale del ceto politico all'interno di un Paese che è in generale fortemente restio ad assorbire e generare innovazione".
La questione della modernità. Onufrio è convinto quindi che la nuova scacchiera politica disegnata dal voto di aprile non cambierà le cose e comunque non dispera, visto che "i successi più grandi noi li abbiamo ottenuti proprio quando al governo c'era la destra".

"Siamo di fronte a un problema tecnico - aggiunge - con una maggioranza meno propensa ad ascoltare le nostre ragioni, ma le tematiche ambientali restano fortissime nella società e i problemi sono destinati ad aggravarsi, per questo il nostro compito è dialogare per spiegare cosa è davvero moderno, mica penseranno davvero che nucleare e autostrade sono la modernità?". (Da Repubblica 15 maggio 2008)

lunedì 12 maggio 2008

Boato, disponibile a traghettare i Verdi verso nuovo inizio

Roma, 12 MAG (Velino) - “Sono disponibile a lavorare per i Verdi come ho fatto fin dall’inizio degli anni ‘80. Ma occorre che la svolta ci sia subito: il consiglio federale del partito che si e’ chiuso domenica scorsa ha testimoniato una forte spinta all’autoconservazione che nulla ha a che vedere con il nuovo inizio di cui c’e’ bisogno“.
Cosi’ Marco Boato che al VELINO spiega quali rischi stia correndo in assenza di discontinuita’ il Sole che ride e soprattutto quali potrebbero essere le condizioni per ripartire.“Nonostante lo tsunami elettorale delle ultime politiche si registrano ancora tentativi di servirsi dei Verdi, in modo da potersi spartire o controllare qualche altro pezzetto di potere. Un potere del nulla”, dice ancora l’esponente storico del Sole che ride precisando che la sua disponibilita’ e’ a tempo per quel che serve alla transizione.
“Io credo che non ci sia ancora una consapevolezza completa di quello che e’ successo e del rischio che si corre. C’e’ gente ancora in una fase ipnotica. C’e’ chi addirittura invoca il complotto mediatico senza dimostrare grande consapevolezza dei propri errori: se si continua su questa linea - dice Boato - non passera’ molto tempo prima che verremo spazzati via anche dalle amministrazioni locali.
Bisogna riaprire porte e finestre alla societa’ civile, alle associazioni, al mondo delle professioni, altrimenti il destino e’ quello della cancellazione, stavolta totale e senza appello”. Ne’ si illudano i teorici dei “fortini” o delle ridotte. “Senza un nuovo inizio verremo progressivamente cancellati anche dai consigli comunali e regionali.
È un processo del resto gia’ in atto”. Ma allora da dove ripartire? “Certamente - precisa Boato - non dai comitati del No che non portano neppure un voto ai Verdi, ma ci espongono a una deriva che e’ contraria alla vocazione maggioritaria, trasversale e di governo del pensiero ecologico“.
E' dunque necessaria una svolta di 180 gradi non solo nella classe dirigente, ma anche nell’organizzazione del Sole che ride. “Va modificato lo statuto e vanno cambiate le modalita’ di tesseramento a volte fasulle.
Insomma va rivisto tutto, dalla dirigenza ai rapporti con il territorio. Ci aspetta, se ne avremo il coraggio, una traversata nel deserto. Ma del resto, se invece si seguira’ la china antagonista, verremo condannati all’oblio”.
Verdi. Congresso a luglio, subito comitato di garanzia

“Il Consiglio federale dei Verdi, riunito sabato e domenica a Roma, ha approvato a larga maggioranza (79,5 per cento) la mozione che istituisce il comitato di garanzia composto da 12 persone elette su base federale (4 per il Nord, 4 per il Centro e 4 per il Sud) che predisporra' le modifiche statutarie e organizzative per il congresso di luglio'. Lo rende noto la presidente del Consiglio federale del Sole che Ride Loredana De Petris. (Adnkronos)

Tutto qui ?

-Dopo due giorni di dibattito non certo tranquillo a Roma
-Dopo una storica sconfitta elettorale che ha azzerato la presenza dei verdi nel Parlamento Nazionale
-Dopo un'improvvida alleanza di vertice nella Sinistra Arcobaleno
-Dopo richieste di autonomia regionale e di rappresentanza reale (vedasi anche candidature per Camera e Senato )

l'unica risposta è questo scarno comunicato della presidente del Consiglio federale Loredana de Petris.

Non un approfondimento ,non un accenno alle cause ,non un abbozzo di linea politica...una domanda viene spontanea questi/e 12 (4+4+4) che affiancheranno l'Esecutivo Nazionale come Comitato di Garanzia ...devono garantire cosa?

Sarebbe questa una risposta in più di quanto comunicato ufficialmente...dopo luglio viene agosto ...tutti al mare o in montagna ?

giovedì 8 maggio 2008

Comprensorio sciistico ????

Come Legambiente insieme agli amici di altre associazioni ci stiamo infatti mobilitando per fermare un progetto di comprensorio sciistico unico: 19 km di piste e impianti di risalita per collegare le stazioni sciistiche di Colere, Lizzola (Valbondione) e Gromo

Un devasto ambientale causato da un miope e anacronistico progetto assistito da finanziamenti pubblici

Privatizzazione del bene pubblico e pubblicizzazione dei costi, cioè
GUADAGNO PER POCHI e COSTI SPALMATI SU TUTTI nel segno della miglior tradizione italiana.

Sul sito www.floralpinabergamasca.net potete trovare l'appello e maggiori info.

Dateci una mano. Basta una veloce lettura ed un clik

martedì 6 maggio 2008

TESSERE ZERO: IL NUOVO INIZIO DEI VERDI

Domenica 20 aprile 2008 a Ferrara si sono riuniti una cinquantina di Verdi espressione di non piccole e non poche realtà territoriali all’opposizione della deriva personalistica superficiale e radical antagonista assunta dalla federazione negli ultimi anni.
Ma che dai Verdi non sono usciti.E che non ne usciranno a patto che il prossimo Consiglio federale (10 e 11 maggio a Roma) definisca un percorso in netta discontinuità con il recente passato in termini di contenuti, forme, alleanze.
Quattro le condizioni:
1) azzerare l’attuale gruppo dirigente
2) creare un comitato di garanzia congressuale che non veda la riproposizione di alcun esponente responsabile delle scelte (e degli stili di gestione interna) perseguite negli ultimi anni.
3) decretare la fine dell’esperienza arcobaleno
4) prevedere il congresso per ripartire DOPO le europee con espressione di delegati provinciali e regionali SULLA BASE DEI VOTI (dicasi VOTI, non iscritti) conseguiti alle europee 2009.

La chiave ecologista di interpretazione della realtà ha trovato nel tempo continue conferme, ma non, in Italia, una forza politica Verde sufficientemente coraggiosa, coerente e intelligente da raccoglierle e da delineare un orizzonte possibile di cambiamento.
La deriva degli ultimi anni rappresenta un punto di non ritorno. Pensare sia ancora possibile “cambiare tutto per non cambiare niente” con un veloce Congresso dagli esiti predeterminati sarebbe un delirio autoreferenziale incomprensibile per noi e per i cittadini.

Far coincidere mezzi e fine, scelte collettive e comportamenti individuali, costruire un luogo aperto e democratico dove possa trovarsi bene chi nei Verdi è già da più o da meno anni, chi vi è stato in passato come chi arriverà per la prima volta; un luogo dove sia possibile ricostruire il pensiero ecologista e una classe dirigente adeguata: sono questi, per i partecipanti all’incontro di Ferrara, obiettivi irrinunciabili per un nuovo inizio.

L’invito a tutti i Verdi (anche a chi non ha diritto al voto) é a non mancare il prossimo consiglio federale per segnalare con forza che i Verdi ci sono, che non sono disponibili a vedersi ingoiati nè dal Pd nè dalla Sinistra Arcobaleno, che hanno deciso come andare avanti.

PROGETTO ECOLOGISTA

martedì 22 aprile 2008

LA CENTRALITA’ del PATTO ecologista


La centralità della questione ecologica in Italia significa anche realizzare una nuova politica

-per fermare il consumo del territorio,

-per affrontare il problema smog trasformatosi in emergenza sanitaria,

- investire prioritariamente sul trasporto pubblico su ferro,

-rendere più rigorosa la tutela del paesaggio del nostro Paese violentato e offeso dagli abusi ma anche dalle cementificazioni legalizzate,

-valorizzare la bioedilizia,

-investire nella prevenzione del dissesto idrogeologico,

-realizzare sistemi di gestione dei rifiuti imperniati sulla riduzione, il recupero, la raccolta differenziata e il riciclaggio.

Ci sentiamo profondamente impegnati nella tutela dei diritti degli animali e nel superamento della vivisezione.

Il nostro impegno per l’acqua come bene comune è elemento strategico nell’ambito di una seria politica ecologica e dei diritti.

Dobbiamo tutelare la biodiversità e tutti gli esseri viventi, favorendo un’agricoltura biologica e di qualità libera da Ogm che garantisca le tradizioni tipiche e quelle enogastronomiche,

il nostro patrimonio storico-archeologico-artistico, la nostra cultura e i beni immateriali che potranno essere sempre di più una grande opportunità di futuro sostenibile e di nuova occupazione.

Il diritto all’ambiente e il principio di precauzione devono essere costituzionalmente garantiti, mentre il nostro codice penale deve prevedere sanzioni adeguate contro ecomafiosi ed ecocriminali.

mercoledì 16 aprile 2008

OPINIONI

Il 14-4-2008 alle 11:09 pm Gianfranco58 scrive:

Il risultato elettorale è di quelli che non lasciano spazio a dubbi.
Peggio di una clamorosa sconfitta, si può parlare di capolinea.
Scrivo capolinea e mi viene in mente Bertinotti, l’ottimo Bertinotti, che nel giorno della sua Little Big Horne spera che si possa salvare “il viaggio”.
No, rimane solo il tempo dell’analisi per verificare cosa è rimasto e cosa ha determinato questo che è sembrato un clamoroso calcio nel culo da parte del corpo elettorale.

Non mi sembra nemmeno il caso di chiedersi se c’è un futuro per la Sinistra Arcobaleno, semmai c’è da chiedersi se c’è mai stato un passato.
Un cartello elettorale che ha sterminato all’origine la componente ambientalista della coalizione.
Pecoraro Scanio (mentre scrivo non si è ancora presentato con le dimissioni da segretario dei Verdi e questo è patetico) è il killer principaledel partito.
Sintetizzando, lo ha portato nel “cul de sac” della sinistra che si vuole “antagonista” o “massimalista” senza che ce ne fosse una sola ragione.
E questa tumulazione non è avvenuta negli ultimi due mesi, ma trova origini più lontane.Il partito ha smarrito la sua identità assumendo connotati che non gli appartengono e che non gli dovrebbero appartenere.

Il primo problema sarà quello di ritrovare quell’identità, esercizio necessario e da farsi conun nuovo quadro dirigenziale.

Oggi non ha (stra)perso solo la Sinistra Arcobaleno, oggi la sconfitta comprende anche Veltroni. Ma è indubbio che lo scenario è cambiato e con questo nuovo scenario bisognerà collocare il partito dei Verdi in futuro.

Il tema dell’ambiente è più attuale che mai e non c’entra nulla con la falce e martello.

martedì 15 aprile 2008

RIPARTIRE da ZERO ?

"L'esecutivo nazionale dei Verdi ha deciso di convocare il congresso straordinario, dopo il tracollo elettorale che ha cancellato la Sinistra Arcobaleno in Parlamento.
Il 10 e l'11 maggio si riunirà il Consiglio federale del Sole che ride per stabilire il percorso verso il congresso, la data e le modalità di ascolto delle realtà territoriali".
Lo ha reso noto oggi un comunicato stampa dei Verdi, che ha specificato che al Consiglio federale, "il presidente e l'intero esecutivo nazionale si presenteranno dimissionari".
...
“E' necessario aprire una riflessione all'interno dei Verdi e con gli amici della Sinistra Arcobaleno sulle prospettive future”, spiegava sempre ieri Angelo Bonelli. “Il risultato è talmente negativo che non si può fare finta di nulla". Per Bonelli "è mancata la capacita’ di comunicare una proposta politica significativa e moderna. Per questo bisogna aprire una riflessione all'interno dei verdi ma, per correttezza, anche con gli amici della Sinistra".
...
“La Sinistra deve fare autocritica", "rileggere il proprio destino" e poi "rimettersi in marcia", ha detto anche Grazia Francescato, che ha spiegato di aver un “elettorato deluso, che non voleva votare" oppure propenso per il voto utile al Pd "per mettere un argine a Silvio Berlusconi".
...
La Sinistra Arcobaleno dovrà "seriamente interrogarsi" e "mutare rotta e leadership". E' l'appello lanciato oggi dai due co-presidenti del gruppo dei Verdi al Parlamento Europeo, Daniel Cohn-Bendit e Monica Frassoni. "La catastrofica sconfitta della Sinistra Arcobaleno", scrivono i due europarlamentari in una nota congiunta, "necessita un chiaro cambiamento di rotta e di leadership nonchè una seria analisi sulle ragioni dietro questo risultato estremamente negativo e sull'Italia 'bipartitica' che sono emersi d queste elezioni.
Cambiamenti cosmetici non basteranno".
La ricetta per i due verdi europei è "ricostruire una concreta alleanza con le ong e le associazioni della società civile attive su temi ambientali, diritti umani e la lotta contro tutti i tipi di mafia".

Redazione15 aprile 2008

sabato 12 aprile 2008

UN VOTO AMBIENTALISTA
SENATO : La sinistra l'arcobaleno

Carissime e carissimi,
la cosa più antipatica delle elezioni è che, se sei candidato, devi chiedere a qualcuno di votarti e dargli delle motivazioni valide. Ci provo.

Sono candidato numero 3 al Senato nelle liste de La Sinistra, l’Arcobaleno; mi pare di essere l’unico ambientalista lombardo presente nelle liste della nostra regione, in una posizione non certo tranquilla, ma forse eleggibile, perché dobbiamo superare lo sbarramento dell’8%, e così ottenere 4 senatori.

Se invece non superassimo lo sbarramento dell’8%, 3 di questi senatori andrebbero sicuramente a Berlusconi consentendogli probabilmente di ottenere la vittoria a livello nazionale.
E’ quindi un momento importantissimo per chi non vuole che Berlusconi torni a governare il nostro Paese.
L’obiettivo non è scontato ma sicuramente alla nostra portata. Abbiamo però bisogno dell’aiuto di tutti voi.
Se superermo il quorum cercherò di fare il senatore senza deludere nessuno.
Carlo Monguzzi

( Consigliere regionale Verdi-presidente emerito di Legambiente)

sabato 29 marzo 2008

Legambiente ai politici:«Bisogna salvate il territorio»

La richiesta è di sottoscrivere una serie di impegni, tra i quali il no al nucleare e la demolizione degli ecomostri

Legambiente manda un messaggio alla classe politica italiana che, indipendente dagli schieramenti, si vuole impegnare nella difesa dell'ambiente: abbandonare definitivamente l’opzione nucleare, far partire una nuova stagione di demolizione degli ecomostri e per la legalità, introdurre i reati ambientali nel codice penale, sostenere e valorizzare i piccoli comuni, sfruttare la lotta ai cambiamenti climatici per innovare l’economia, investire sulla qualità culturale dei territori.

Sono alcuni dei punti contenuti nel Patto per l’Ambiente di Legambiente, un programma per la sostenibilità che l’associazione ambientalista sta sottoponendo ai candidati dei diversi schieramenti in vista delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile prossimi.

giovedì 27 marzo 2008

Carissimi,

Il prossimo 13 e 14 aprile si vota per il rinnovo del Parlamento.
Arriviamo a questo appuntamento tutti un po’ più disgustati della politica con la p minuscola, quella che ha fatto cadere il Governo a soli due anni di vita, quella che ancora una volta ci obbliga a non poter scegliere i parlamentari, quella che fa scomparire le idee, le proposte e i programmi e trita tutto in un pochi minuti di parole, dichiarazioni, pastoni dei soli leader e di solo alcuni tra i leader.
La vita dei cittadini, i problemi dei consumatori, dei lavoratori, delle famiglie d’ogni pezza, vengono declamati continuamente. Mai messi a confronto, verifica e analisi.Tutto è solo slogan: l’ambientalismo del fare, l’Alitalia che si rialza, i precari che si chinano…

Tra tanti candidati, però, ce ne sono alcuni che non si rassegnano a questo e che si ostinano a parlare dei problemi reali e a metterli a confronto. Con i cittadini, con i giornalisti e con gli avversari. Carlo Monguzzi è senz’altro tra questi ed è candidato per la Sinistra L’Arcobaleno al Senato, in tutta la Lombardia.

Sapete già della vertenza che ci ha visti impegnati per ottenere la sua candidatura. Eravamo e siamo convinti che la Sinistra dovesse mettere in campo i migliori uomini e le migliori donne per convincere militanti, volontari ed elettori al voto più utile: quello per la qualità della nostra vita.
Possiamo farcela. Fra l’altro, al Senato in Lombardia, dobbiamo farcela.
Dobbiamo perché nella malaugurata ipotesi che la lista della Sinistra Arcobaleno non raggiungesse l’8% (sbarramento elettorale da superare in ogni singola Regione al Senato) tre seggi su 4 andrebbero a Berlusconi e al PDL. Un voto infausto.
Buona campagna elettorale a tutti.

Marcello Saponaro

mercoledì 26 marzo 2008

Qualcuno però: parli di acqua

Nelle tribune elettorali nessun partito e nessun candidato parla di beni comuni mercificati e di privatizzazione dei servizi pubblici locali.
Nessuno parla di quale società prefiguri tutto ciò.Da qui un appello alla Sinistra Arcobaleno, al suo leader Fausto Bertinotti e ai suoi candidati.
E' una sollecitazione preoccupata, rivolta a titolo personale e dall'interno dello schieramento. Perché su questo ordine di problemi c'è i il silenzio nella campagna elettorale?
E' inspiegabile: i partiti e le associazioni della Sinistra Arcobaleno possono vantare di aver contribuito con la moratoria a fermare fino al 31 dicembre 2008 la privatizzazione dei servizi idrici, affermato il carattere pubblico della gestione e della proprietà delle reti, aperto la discussione sulla legge d'iniziativa popolare del movimento su cui sono state raccolte oltre 400000 firme.

Con le elezioni tutto questo rischia di essere vanificato. Perché non fare della campagna elettorale una forte occasione per informare milioni di cittadini italiani dei rischi che corrono con la privatizzazione di questo indispensabile bene comune e farne un momento di accumulo di forze per la battaglia del dopo elezioni, che sarà durissima, e un momento di richiamo trasversale a quanti hanno sostenuto queste battaglie?Perché non farne il vero tema della difesa della vita, dando contenuti e linguaggi nuovi alla politica?

E' schizofrenia: l'acqua, il paradigma del suo esaurirsi e della sua mercificazione, sparisce dalle elezioni, ognuno ritorna a identità consolidate. Ma nel paradigma c'è la politica dei prossimi 40 anni: il petrolio che finisce, l'acqua che scarseggia, i rifiuti che si accumulano e le scomode questioni che bisognerà pur affrontare un giorno o l'altro: il modello di sviluppo, la crescita infinita, il salario che deve aumentare quando rallentano i consumi e la spesa pubblica, sempre da ridurre, privatizzando servizi e diritti sociali, le tasse.

Le privatizzazioni, svuotano il senso di comunità, fanno delle autorità locali degli azionisti e la crisi della politica che viviamo è anche questo.Napoli e i suoi rifiuti sono un 11 Settembre per la nostra democrazia e vengono attribuiti alla sinistra, mentre dovrebbero essere l'emblema dell'insostenibilità di questo modello di sviluppo, che salta, proprio nel punto più debole, dove più avanzato è il degrado della politica e scoperti gli interessi privati in gioco.

Ma vi chiedo ancora, nella campagna elettorale della Sinistra Arcobaleno perché non entrano Veltroni, Berlusconi, Casini, che gareggiano su chi liquiderà il patrimonio pubblico italiano? La ministra Lanzillota (PD) e l'ex ministro Alemanno (PDL) che assieme dichiarano: la privatizzazione "deve riguardare anche il settore dell'acqua", "l'in house in questo settore va messo al bando", le riforme sono già pronte, la convergenza tra PD e PDL è totale, i ritardi, sono da imputare alla "sinistra radicale" e "alle strenue resistenze dei comuni"?
E' un linguaggio da "dittatura del mercato": l'acqua pubblica "messa al bando", la "convergenza totale", la colpa dei comuni e degli oppositori, e Montezemolo che vi aggiunge la dimensione etica "il mercato come bene comune fondamentale".

Sullo sfondo il patto scellerato tra ACEA, SUEZ- VEOLIA evidenziato e denunciato dall'antitrast italiano, l'operazione acqua Toscana, la fusione HERA- IRIDE - ENIA - ACEA, le mire sull'Acquedotto Pugliese, i denominatori comuni politici, la confusione tra politica e affari finanziari, il conflitto di interessi e la rete, AMGA - IRIDE - HERA - ENIA - VEOLIA/VIVENDI - CALTAGIRONE - MONTE dei PASCHI di SIENA - ELECTRABEL (la SUEZ belga )

Inoltre nemmeno ciò che succede nel mondo sull'acqua entra nella elezioni.L'ONU parla di"Crisi Mondiale dell'Acqua"di epicentri nel Mediterraneo, Cina, India, USA.Il World Economic Forum di Davos afferma che l'acqua sarà il maggiore problema del mondo.
Le banche lanciano titoli e certificati sull'acqua, le multinazionali Vivendi e SUEZ si preparano fondendo i loro assetti societari.
Nell'ambito del Global Compact: Nestlè, Coca Cola, Pepsi Cola, Unilever si coalizzano per affrontare questa crisi.Nelle nostre elezioni niente di tutto questo. Ma se in un grande evento informativo dell'opinione pubblica non si introducono questi argomenti quando intendete farlo?

Sull'acqua ci giochiamo tutto, dice sempre padre Alex Zanotelli e anche in queste elezioni ci giochiamo quasi tutto.Ci giochiamo la possibilità che in Italia esista ancora una pur minima rappresentanza per i conflitti sociali solidali e il concetto di politica come ricerca dell'interesse generale, senza il quale è il dominio di poteri forti, criminali e corporativi.
Per favore, parliamo di acqua, è anche un modo per dare identità alla Sinistra Arcobaleno.

Emilio Molinari (nota per il Manifesto )

venerdì 21 marzo 2008

22 marzo 2008
Giornata Mondiale dell'acqua


"In Lombardia occorre cancellare la legge regionale che obbliga a privatizzare gli acquedotti"

La conferenza delle Nazioni Unite sull'Ambiente e lo Sviluppo, tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992, ha scelto il giorno 22 marzo come data per celebrare la Giornata Mondiale dell'Acqua.
Da molti anni si va ripetendo che:

- Un miliardo e duecento milioni di persone, più o meno un quinto della popolazione mondiale, non hanno accesso ad acqua sicura.

- 2 miliardi e 400 milioni, circa il 40 per cento della popolazione del pianeta, non dispongono di impianti igienici adeguati.

- Ogni giorno, circa 6.000 bambini muoiono per malattie causate da acqua inquinata, da impianti sanitari e da livelli di igiene inadeguati - come se 20 jumbo jet si schiantassero ogni giorno.

- Si stima che l'80 per cento di tutte le malattie presenti nel mondo in via di sviluppo siano all'origine dell'acqua non potabile e impianti igienici inadeguati.

Sono dati conosciuti, ripetuti fino all'ostentazione, ma non bastano a modificare la realtà.
Stiamo parlando di un diritto universale inalienabile per la vita: l'acqua.

L'abitudine ad avere l'acqua potabile non ci sottrae dalla responsabilità a salvaguardarla e ad impegnarsi affinché questo bene fondamentale alla vita sia accessibile a tutti nel mondo.

Non si tratta di rifare l'elenco delle "buone pratiche" per un uso corretto di questo bene prezioso, occorre avere coscienza che i diritti vanno sempre rivendicati, altrimenti non esistono sicurezza e democrazia.

Nel caso dell'acqua i diritti devono essere chiari ed espliciti:

- l'acqua è un bene comune inalienabile
- l'accesso all'acqua potabile deve essere garantito in tutto il mondo
- no alla privatizzazione degli impianti e dei servizi legati all'acqua
- no all'inquinamento e allo spreco dell'acqua
- si alla valorizzazione dell'acqua potabile del rubinetto: buona, comoda, controllata, poco costosa


In Lombardia in questi ultimi anni la questione dell'acqua ha assunto la dimensione di un problema a causa non soltanto delle conseguenze climatiche e dello sfruttamento per uso produttivo ma per le scelte politiche che accentuano il rischio di privatizzazione dei servizi idrici (acquedotti, fognature, depuratori). Infatti la legge regionale n. 18/2006 obbliga i Comuni (riuniti negli ATO provinciali) a mettere a gara obbligatoria una parte del servizio idrico, l'erogazione, di fatto privatizzandolo.

Contro la legge regionale ben 132 comuni hanno proposto un Referendum abrogativo, dichiarato ammissibile dal Consiglio Regionale nella seduta del 5 febbraio scorso. Ora l'unico modo per superare la necessità del Referendum popolare (che si potrà tenere solo nel 2009) è quello di modificare la legge regionale nella direzione auspicata dai comuni e dai movimenti: la garanzia cioè che i servizi idrici restino totalmente in mani pubbliche, affidate a soggetti diversi dalle Spa e sottratte a logiche finanziarie di bancabilità del servizio idrico.

Infatti solo attraverso la gestione pubblica e partecipata potrà essere garantito a tutti i cittadini il diritto all'acqua.

Gestione pubblica deve significare: un servizio efficiente, una tariffa che tenga conto della "fascia del diritto" (pari a 50 litri pro-capite al giorno), la garanzia della buona qualità dell'acqua potabile, la manutenzione delle reti e il contenimento delle perdite, la partecipazione diretta degli enti locali e dei cittadini al governo del bene acqua.

Celebrare la Giornata dell'acqua in Lombardia significa quindi battersi affinché venga mantenuta la gestione totalmente pubblica degli acquedotti e sollecitare i consiglieri affinché nello Statuto della Regione Lombardia,in fase di approvazione da parte del Consiglio regionale, sia riconosciuto lo status dell'acqua come bene comune pubblico e l'accesso all'acqua come un diritto umano.

Coordinamento Acqua Lombardia

mercoledì 19 marzo 2008

TAVOLA DELLA PACE ... lettera alla RAI
Di Bergamo
Sede organizzativa presso Nord Sud, via san G. Bosco, 18/a, Bergamo




Al Presidente Rai, Dott. Claudio Petruccioli
Al Direttore Generale Rai, Dott. Claudio Cappon
Al Direttore Rai 1, Dott. Fabrizio Del Noce
Al Direttore Rai 2, Dott. Massimo Ferrario
Al Direttore Rai 3, Dott. Paolo Ruffini
Al Direttore Radio Rai, Dott. Antonio Caprarica
Al Direttore RaiNews24, Dott. Corradino Mineo

Loro sedi
Roma


Oggetto: Il mondo irrompe nella campagna elettorale: la Rai ne discuta in prima serata.


Egregio Signor Presidente, Signori Direttori,

negli ultimi giorni la guerra e la politica estera hanno finalmente fatto irruzione nella campagna elettorale. Noi chiediamo alla Rai di proseguire questo dibattito in prima serata. I cittadini elettori hanno il diritto di conoscere quali sono le opinioni dei candidati sulle guerre in corso, sulle gravi crisi aperte e sulle difficili scelte che l'Italia dovrà compiere.

Il mondo che si era voluto tenere fuori della porta è rientrato dalla finestra. Non si tratta solo di Gaza, Libano, Afghanistan, Kosovo e Tibet ma anche di Darfur, Somalia, Iraq, Cecenia, fame, sete, miseria, corsa al riarmo, pericolo nucleare, diritti umani, Europa, Onu, Nato.

Il Parlamento e il Governo che eleggeremo il 13 e 14 aprile dovranno prendere importanti decisioni, interne e internazionali, che determineranno la vita o la morte di milioni di persone e che esporranno l'Italia a grandi rischi e responsabilità. Gli italiani non possono votare senza conoscere cosa intendono fare le diverse forze politiche: le loro priorità, le loro scelte, le loro decisioni.

I problemi sono noti. Gli impegni dei nostri politici no! Gli italiani hanno diritto di sapere! La Rai deve svolgere sino in fondo il suo ruolo di servizio pubblico. La campagna elettorale si apra al mondo. Se ne discuta in prima serata.

Bergamo 19-3-2008

lunedì 17 marzo 2008

Mai una “bandiera” è costata cosi’ cara

Alitalia paga il prezzo della sua dipendenza dai politici.

Alitalia, Che ha accettato l’offerta di « acqusto » sotto le condizioni di air-France-KLM ,paga oggi il prezzo di una ventina d’anni di gestione caotica sotto l’influenza dei governi sia di destra che di sinistra,che non le hanno mai permesso di adottare una strategia di lungo-termine,secondo l’opinione di alcuni economisti.

« Alitalia non ha mai poututo potuto essere una vera impresa. I politici da parte loro non potevano permettersi il fallimento di questo SIMBOLO del paese:e’ questo dunque il principale problema,cosi’ dichiara Marco Ponti, economista al politecnico di Milano e specialista dell’economia dei trasporti.

Prova della dipendenza di Alitalia dalla politica detenuta al 49,9% dallo Stato , ha inghiottito quasi 5 miliardi di euro,di denaro fresco,in 15 anni sotto forma di ricapitalizzazione.
Senza nessun risultato dato che Alitalia perde circa 1 milione di euro al giorno e che tutte le iniezioni di denaro pubblico ,ormai sono vietate da Bruxelles.

“Gli aiuti di Stato non hanno aiutato Alitalia a superare una crisi che non è solo finanziaria” sottolinea da parte sua Carlo Scarpa,professore di economia industriale all’Università di Brescia e consulente.

La compagnia Alitalia,di nuovo sul baratro del fallimento,ha annunciato che dovrebbe chiedere rapidamente un prestito a tempo allo Stato per sopravvivere da qui all’aumento del capitale ,1 miliardo di euro, previsto nel quadro dell’acquisto da parte di Air-France-KLM.

I nostri Formigo-lombardi questo lo sanno …e vorrebbero coprire loro il buco dello Stato per fare cosa ?
Una bandiera da 6 miliardi di euro? …meglio lasciarla a chi ne ha da sprecare !

venerdì 14 marzo 2008

MERCATI degli AGRICOLTORI

Mercati degli agricoltori in ogni città per contrastare il caro prezzi grazie alla filiera corta, cioè alla riduzione della distanza tra produttori e consumatori finali. Lo propongono i Verdi e Sinistra Arcobaleno.

Il nostro programma, spiega il capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli, “prevede il potenziamento del controllo e dell'intervento pubblico sui prezzi su tutta la filiera, con il compito di esercitare la sorveglianza sui beni considerati sensibili fino a giungere alla possibilita' del blocco dei prezzi per i beni di prima necessità.

Occorre inoltre incentivare la vendita diretta, in particolare nel settore dell'ortofrutta, istituendo 400 mercati comunali settimanali, i cosiddetti 'farmers market',ovvero i mercati gestiti direttamente dalle imprese agricole”.

I rincari dei prezzi dei beni di prima necessità, spiegano ancora i Verdi, “sono costituiti solo da speculazioni attuate dalla distribuzione: il costo delle materie prime non è aumentato ma i rincari continuano a colpire in modo sempre più grave ed inaccettabile i consumatori, sui quali pesa fortemente il blocco degli stipendi e dei salari”.

Verdi e Sinistra Arcobaleno, contro chi anche all’interno del Pd strizza l’occhio agli ogm, sono per “una alleanza della filiera per difendere il prestigio e la qualità dei nostri prodotti".

sabato 1 marzo 2008

MARTEDI' 04 MARZO IL CONSIGLIO REGIONALE VOTA LA LEGGE "AMMAZZAPARCHI": MOBILITIAMOCI!!!

Cari amici, care amiche.La voglia di cemento incalza spinta da forti interessi: che si tratti di realizzare grosse operazioni speculative, di stendere nastri d'asfalto a spese di noi tutti o - spesso e volentieri - di trovare una collocazione 'legale' per capitali provenienti da attività mafiose, il business immobiliare non ha nessuna intenzione di rispettare i confini di quel 20% di territorio lombardo compreso nei parchi: non trova altra spiegazione l'emendamento, che verrà votato il prossimo 4 marzo, caparbiamente voluto dall'assessore all'urbanistica, il leghista Boni, e fatto proprio da tutta la maggioranza del Consiglio Regionale.
L'emendamento, battezzato 'ammazzaparchi', dà la possibilità ad ognuno dei 400 comuni dei parchi di concordare con la Regione la modifica delle tutele urbanistiche, anche quando il piano del parco preveda vincoli incompatibili con la cementificazione: di fatto, rende labile e modificabile 'secondo bisogna' ogni prescrizione prevista all'interno dei parchi.
Come spesso accade, questo provvedimento ha un 'padrino' politico nel Comune di Milano che, in sede di elaborazione del PGT, intende 'sbloccare' le aree di Parco Agricolo Sud Milano al fine di realizzare interventi immobiliari.
E una madrina in una parte della Provincia di Milano, che si è fatta animatrice con tutti i comuni dello stesso parco di una pasticciata proposta di revisione dei confini del Parco Sud.
Ma ora la palla è tutta in mano alla maggioranza in Consiglio Regionale, che con una buona dose di arroganza intende approvare un provvedimento di legge che però determinerà i propri effetti deregolatori e arbitrari su tutti i parchi della Lombardia.
La difesa dei parchi e, con essi, dei valori e delle identità del territorio lombardo è una battaglia che merita di essere condotta pur sapendo che non sarà facile.
Occorrerà sviluppare informazione e mobilitazione, raccogliere firme a difesa dei parchi, sviluppare iniziative di protesta ma anche proposte per rendere la legislazione lombarda meno lassista nei confronti del consumo di suolo, raccogliere firme per abrogare la norma, e bisognerà vigilare in ogni comune per 'limitare i danni' della legge.
Ad essere in gioco è la natura, la vivibilità e l'identità di questa nostra Lombardia.
*NON VOGLIAMO CHE IL FUTURO DEL PAESAGGIO LOMBARDO SIA DECISO DALLE SOCIETA' IMMOBILIARI, LA LOMBARDIA E' UNA NOSTRA RESPONSABILITA'.

venerdì 29 febbraio 2008

Comunicato stampa
AVANTI TUTTA CON LE PRIVATIZZAZIONI? NO, YOU CAN'T "

II primo giorno della nuova legislatura presenterò un ddl sui servizi pubblici locali come piace a me, senza vincoli di alleanze, con il quale tutti i favorevoli dovranno misurarsi nel merito. Mi auguro che nei prossimi mesi questa sia un'azione bipartisan". Così ha esordito in campagna elettorale l'ex- ministra Lanzillotta, ricevendo l'immediato il plauso del presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo.

Ed ecco cosa scrive Veltroni nel programma elettorale del PD : (...) Un ulteriore fattore di modernizzazione dei servizi pubblici è costituito dall'aumento del grado di concorrenza nella loro erogazione. E' indispensabile che i cittadini/clienti (siano essi famiglie o imprese) possano godere dei vantaggi derivanti da un mercato nel quale più operatori competono tra loro sul prezzo e sulla qualità del servizio, al fine di aggiudicarsi la preferenza dei clienti: la possibilità di scegliere tra offerte diverse è quindi un presupposto indispensabile. Là dove questo non sia tecnicamente possibile (ad esempio nella gestione di reti), il fornitore del servizio, per un tempo predefinito (che consenta gli investimenti necessari, ma non pregiudichi la possibilità di nuovi, futuri fornitori) va individuato attraverso gare che siano aggiudicate sulla base del fondamentale criterio di incrementare i benefici per i cittadini/clienti, sia attraverso una diminuzione dei prezzi loro applicati, sia attraverso la previsione di investimenti che garantiscano la sicurezza del servizio e la diminuzione futura dei costi, incentivando l'efficienza del processo di fornitura.(...)

Non scherzano. Hanno chiaro come la vera partita per i grandi capitali finanziari si gioca tutta sui beni comuni e sui servizi pubblici.
Ma anche noi non scherziamo.
Abbiamo aperto decine di vertenze nei territori contro la privatizzazione dell'acqua e dei beni comuni.
Abbiamo prodotto 406.626 firme a sostegno di una legge d'iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell'acqua.
Abbiamo fatto una grande manifestazione nazionale a Roma.
Abbiamo conquistato provvedimenti come la moratoria su tutti gli affidamenti a SpA ed abbiamo contribuito, per due anni interi, a stoppare il DDL Lanzillotta.
Abbiamo chiaro come la partita sui beni comuni e sui servizi pubblici riguarda la salute, la qualità della vita, la redistribuzione sociale, la salvaguardia dell'ambiente e del futuro, la partecipazione e la democrazia.
O la Borsa o la vita? Abbiamo scelto la vita. Saremo pronti. Con intelligenza e determinazione.
FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L'ACQUA

giovedì 21 febbraio 2008

Lombardia. Centrosinistra: la Cdl approva l’emendamento ammazzaparchi (21 febbraio 2008)

“La maggioranza di centrodestra ha approvato ieri in Commissione territorio l’emendamento alla legge sull’urbanistica che puo’ segnare la fine dei parchi lombardi, a cominciare dal Parco Sud Milano, sul quale da tempo incombono gli interessi dei costruttori sostenuti dal Comune di Milano - si legge in una nota di Carlo Monguzzi (Verdi), Marco Cipriano (Sd), Luciano Muhlbauer (Prc).

La Cdl ha fatto carta straccia degli emendamenti dell’opposizione, che comunque si e’ duramente opposta all’emendamento “ammazzaparchi”, e dei pareri contrari di urbanisti, Federparchi, Fai, Fondo per l’ambiente italiano, associazioni ambientaliste, tra cui Wwf, Italia Nostra, Legambiente, ascoltate ieri durante la seduta della Commissione territorio.

L’emendamento consente alla Regione di dare o meno l’assenso ai progetti edificatori dei comuni all’interno dei parchi, anche se questi esprimono parere negativo. Un provvedimento inaccettabile, contro il quale ci opporremo con decisione al momento del voto in aula.

Econews è a cura di Rosamaria Mutarelli (r.mutarelli@verdi.it).