Federazione ARCOBALENO ?
(Si discute ...! )
Dopo il grande successo della manifestazione per il solare e contro il nucleare, con 10.000 persone in P.zza Farnese, che ha ridato forza alla parte più genuina della cultura ambientalista della sinistra italiana, oggi l'altro appuntamento importante è quello dell'8 e 9 dicembre con l'Assemblea Generale della Sinistra e degli Ecologisti.
L'obiettivo è costituire una federazione, che noi - come Verdi - vediamo importante per rendere più forti le battaglie ecologiste, della pace, dei diritti e di un sociale dalla parte dei più deboli. Ma questa Federazione della Sinistra e degli Ecologisti non sarà nè il partito unico nè la cosa rossa.
Perchè i Verdi, come esistono in tutto il mondo, esisteranno in Italia e continueranno ad essere sempre più determinati a portare avanti le loro ragioni. Il Sole che ride sarà sempre il simbolo della battaglia per il solare e per un rafforzamento delle politiche verdi nel nostro Paese; ma così come i Verdi italiani - attraverso l'Ulivo nel maggioritario - hanno portato avanti nel centrosinistra le ragioni dell'ecologia, oggi - nella sinistra arcobaleno - in questa Federazione della Sinistra e degli Ecologisti, dobbiamo trovare la capacità di rafforzare i nostri temi, di rendere più forte in tutto il centrosinistra il valore ambientale.
Quindi è importante dirlo con forza ai diecimila che sono venuti in Piazza Farnese e alle centinaia di migliaia di persone che sostengono i Verdi da anni: oggi la sfida ecologista passa anche attraverso una Federazione della Sinistra e degli Ecologisti che porti al centro i valori di una cultura arcobaleno e che ci permetta di vincere la grande battaglia contro i cambiamenti climatici e per la riconversione ecologica dell'economia.
sabato 17 novembre 2007
giovedì 15 novembre 2007
ACQUA = bene comune
Come promesso ad Alex Zanotelli, nei gironi scorsi ho inviato agli enti locali una lettera d'intenti sul problema dell'acqua come bene pubblico. Subito dopo ho ottenuto che nel decreto fiscale della Finanziaria 2008 fosse compresa una prima e concreta forma di riconoscimento dell’acqua come bene comune: una moratoria di dodici mesi sulla gestione dei servizi idrici e l’avvio di una verifica sul rispetto della salvaguardia del patrimonio idrico, sull’efficacia delle politiche di risparmio e sull’effettiva garanzia di controllo pubblico delle tariffe.Per questo credo che sia molto importante l'iniziativa del 1 dicembre, organizzata a Roma dal Forum Italiano Movimenti per l’Acqua, per sollecitare la Camera ad approvare definitivamente queste norme. Sarà opportuno poi che la legge di iniziativa popolare proposta da Zanotelli e dal Forum sia discussa ed approvata quanto prima da Parlamento italiano.
(A.Pecoraro Scanio )
Come promesso ad Alex Zanotelli, nei gironi scorsi ho inviato agli enti locali una lettera d'intenti sul problema dell'acqua come bene pubblico. Subito dopo ho ottenuto che nel decreto fiscale della Finanziaria 2008 fosse compresa una prima e concreta forma di riconoscimento dell’acqua come bene comune: una moratoria di dodici mesi sulla gestione dei servizi idrici e l’avvio di una verifica sul rispetto della salvaguardia del patrimonio idrico, sull’efficacia delle politiche di risparmio e sull’effettiva garanzia di controllo pubblico delle tariffe.Per questo credo che sia molto importante l'iniziativa del 1 dicembre, organizzata a Roma dal Forum Italiano Movimenti per l’Acqua, per sollecitare la Camera ad approvare definitivamente queste norme. Sarà opportuno poi che la legge di iniziativa popolare proposta da Zanotelli e dal Forum sia discussa ed approvata quanto prima da Parlamento italiano.
(A.Pecoraro Scanio )
mercoledì 14 novembre 2007
Ogm, 3 milioni di firme per fermarli
"Ora l'Europa deve tenerne conto"
ROMA - Tre milioni di firme per impedire all'Italia di coltivare e commercializzare prodotti geneticamente modificati. La campagna lanciata due mesi fa dalla "Coalizione Italia-Europa liberi da ogm" si è conclusa oggi a Roma con la presentazione dei risultati ottenuti.
L'obiettivo è stato raggiunto con "soddisfazione e orgoglio". Complessivamente i voti raccolti dalle 32 organizzazioni che hanno dato vita alla coalizione (sigle del mondo dell'associazionismo come Slow Food, Acli, Avis e Legambiente, associazioni di categoria come la Coldiretti, marchi leader della grande distribuzione come la Coop e anche partiti politici come i Verdi) sono stati 3.086.524, con una percentuale di "no" ferma allo 0,57%.
Un risultato "straordinario" perché frutto "di un referendum propositivo in cui abbiamo chiesto ai cittadini di esprimere una preferenza e metterci la faccia".
Ma se il primo successo rivendicato dalla campagna è quello ottenuto sull'opinione pubblica, gli organizzatori sono convinti di aver smosso anche le acque della politica. Le posizioni della Coalizione "hanno investito il governo e il parlamento", visto che "abbiamo varcato le Alpi verso la Commissione Ue", spingendo l'Italia a stringere un’alleanza con la Francia sul comune rifiuto degli ogm.
L'Unione Europea ne prenda atto e agisca di conseguenza".
(Rid.da Repubblica )
"Ora l'Europa deve tenerne conto"
ROMA - Tre milioni di firme per impedire all'Italia di coltivare e commercializzare prodotti geneticamente modificati. La campagna lanciata due mesi fa dalla "Coalizione Italia-Europa liberi da ogm" si è conclusa oggi a Roma con la presentazione dei risultati ottenuti.
L'obiettivo è stato raggiunto con "soddisfazione e orgoglio". Complessivamente i voti raccolti dalle 32 organizzazioni che hanno dato vita alla coalizione (sigle del mondo dell'associazionismo come Slow Food, Acli, Avis e Legambiente, associazioni di categoria come la Coldiretti, marchi leader della grande distribuzione come la Coop e anche partiti politici come i Verdi) sono stati 3.086.524, con una percentuale di "no" ferma allo 0,57%.
Un risultato "straordinario" perché frutto "di un referendum propositivo in cui abbiamo chiesto ai cittadini di esprimere una preferenza e metterci la faccia".
Ma se il primo successo rivendicato dalla campagna è quello ottenuto sull'opinione pubblica, gli organizzatori sono convinti di aver smosso anche le acque della politica. Le posizioni della Coalizione "hanno investito il governo e il parlamento", visto che "abbiamo varcato le Alpi verso la Commissione Ue", spingendo l'Italia a stringere un’alleanza con la Francia sul comune rifiuto degli ogm.
L'Unione Europea ne prenda atto e agisca di conseguenza".
(Rid.da Repubblica )
lunedì 12 novembre 2007
BERGAMO :stop alla caccia !
(Lettera aperta di Legambiente )
A proposito della sospensione della caccia sul territorio provinciale di Bergamo, il Coordinamento Provinciale di Legambiente esprime.......disappunto e preoccupazione per il malcontento che si è creato, ma ritiene inevitabile che i nodi venissero al pettine, prima o poi, visto che l’amministrazione provinciale ha insistito e perseverato nel tempo a perseguire una condotta che si è tradotta nel farsi bocciare tutti i suoi piani faunistici.Legambiente si augura che questo episodio, grave per tutti i cacciatori bergamaschi, faccia capire all’amministrazione provinciale che è divenuta necessaria e urgente un’inversione di tendenza, un deciso cambio di rotta nell'affrontare questa problematica. Ci auguriamo che finalmente si smetta aggirare le leggi con soluzioni per nulla condivise e concertate con gli ambientalisti e si possa arrivare a costruire insieme piani faunistici più seri, condivisi e duraturi.In apparenza la sospensiva del TAR per i cacciatori è stato un fulmine a ciel sereno cascato nel bel mezzo della stagione venatoria: tuttavia è da tempo che la situazione è per così dire “vacillante e precaria”. Già 6 mesi fa, infatti, i giornali avevano scritto che erano stati presentati 3 ricorsi contro il nuovo piano faunistico-venatorio. La questione non secondaria quindi è: l'informazione su quanto stava accadendo stava girando tra i cacciatori? I cacciatori erano stati informati su ciò che sarebbe potuto succedere da chi li rappresenta e dai responsabili della provincia? Sapevano che da anni si era sul filo del rasoio? Chi ha voluto portare avanti questa miope strategia? Di chi sono le responsabilità? Al presidio dei cacciatori organizzato ieri, Domenica 11 Novembre 2007, di fronte alla sede della Provincia di Bergamo c'era uno striscione che recitava “PROVINCIA CI HAI DELUSO”: questa per noi è la migliore risposta alle dichiarazioni del Presidente Bettoni & C. fatte in questi giorni.Che il TAR abbia accolto il ricorso del WWF sul Piano venatorio significa che si è superato il limite, la soglia di tolleranza oltre cui non si poteva andare. La corda è stata tirata per anni e ad un certo punto si è spezzata. Si tratta di un segnale forte, forse traumatico ma che deve essere colto dalla Provincia come un punto di ri-partenza, e occasione per abbandonare la politica di aggirare le leggi quando delibera in materia di caccia. Entrando nel merito della questione, nel piano bocciato c’erano anche incongruenze ben più gravi della mancata previsione nel Piano impugnato del divieto di caccia nelle aree percorse dal fuoco, a cominciare dalla continua ricerca di trucchetti per evitare di proteggere quel 20% di territorio agrosilvopastorale che la Legge nazionale impone. E’ vero che non era mai successo di dover sospendere la caccia, ma è anche vero che succede solo a Bergamo che si facciano 4 piani faunistico-venatori in 7 anni e che tutti questi non siano in grado di superare l’esame dei tribunali amministrativi. Il piano ora sospeso era stato approvato il 28.3.2007 ed era entrato in vigore il 19 giugno, data di approvazione dello studio di valutazione di incidenza ambientale. Vale la pena di ricordare alcune tappe della telenovela che ci ha portato alla situazione attuale: il piano approvato dal consiglio provinciale il 23.10.2000 fu censurato dal TAR di Brescia il 9.2.2001. Il consiglio provinciale approvò un altro piano intitolato “modifica e adeguamento...” il 15.10.2002, annullato con decreto del Presidente della Repubblica del 21.2.2006 in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato emessa nella seduta del 6.4.2005. I successivi piani e le relativa varianti approvati dal consiglio provinciale con delibere n° 4 del 24.1.2006 e n° 22 del 9.5.2006 sono nelle cronache di questi giorni e la telenovela non è ancora finita. Il TAR entrerà nel merito nella seduta fissata per il 24.1.2008. Forse l'obiettivo è quello di ottenere un rinvio alla Corte Costituzionale della Legge Regionale fatta apposta per non proteggere il 20% del territorio agrosilvopastorale e salvare i 200 appostamenti fissi di caccia fermati per tutto il 2006 dal piano faunistico entrato in vigore in quell’anno, come già è avvenuto per la legge regionale che consentiva ai cacciatori di usare come richiami vivi uccelli privi di anellino, dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale con la sentenza 441 del 2006.Ora, da chi è chiamato a dare delle risposte, si dice che queste cose succedono solo a Bergamo, che è la prima volta in Italia che si sospende la caccia e che le motivazioni addotte dal TAR sono di scarsa rilevanza (nella delibera della giunta provinciale di ieri è scritto addirittura che “la motivazione dell’ordinanza è illogica e infondata”). Dal canto nostro vogliamo solo dire che forse il Tribunale Amministrativo Regionale di voce in capitolo e competenza ne abbia a sufficienza soprattutto sulle questioni di legittimità dei vari provvedimenti. A novembre dello scorso anno la Legambiente aveva scritto alla provincia e ai giornali spiegando che avrebbe disertato il tavolo tecnico per la predisposizione del nuovo piano faunistico venatorio perchè i suoi suggerimenti non erano mai stati tenuti in alcun conto. Infatti almeno da 10 anni diciamo sempre le stesse cose, mai tenute in considerazione. Si vedano ad esempio le nostre osservazioni del 24.10.1996, ancora valide e attuali.Il “guaio” in cui la provincia si è venuta a trovare è la logica conseguenza di scelte di parte unilaterali che ha preso dopo aver ascoltato sempre solo i cacciatori, ignorando completamente il restante 99% della popolazione. Ci attendiamo decisioni rispettose di quella grande fetta di popolazione, e forse anche di una parte del mondo venatorio, che vorrebbe una caccia regolata più seriamente.Pertanto Legambiente, come hanno già fatto le altre associazioni ambientaliste a partire dal WWF, offre alla Provincia la disponibilità e la competenza tecnica dei suoi esperti per predisporre un nuovo piano che rappresenti un salto di qualità e che porti a soluzioni serie e durature, ma a condizione che le sue osservazioni vengano valutate con pari dignità rispetto a quelle delle altre componenti istituzionali previste dalla Legge quadro nazionale sulla caccia.Bergamo, 12 novembre 2007Coordinamento Provinciale Legambiente Bergamo
(Lettera aperta di Legambiente )
A proposito della sospensione della caccia sul territorio provinciale di Bergamo, il Coordinamento Provinciale di Legambiente esprime.......disappunto e preoccupazione per il malcontento che si è creato, ma ritiene inevitabile che i nodi venissero al pettine, prima o poi, visto che l’amministrazione provinciale ha insistito e perseverato nel tempo a perseguire una condotta che si è tradotta nel farsi bocciare tutti i suoi piani faunistici.Legambiente si augura che questo episodio, grave per tutti i cacciatori bergamaschi, faccia capire all’amministrazione provinciale che è divenuta necessaria e urgente un’inversione di tendenza, un deciso cambio di rotta nell'affrontare questa problematica. Ci auguriamo che finalmente si smetta aggirare le leggi con soluzioni per nulla condivise e concertate con gli ambientalisti e si possa arrivare a costruire insieme piani faunistici più seri, condivisi e duraturi.In apparenza la sospensiva del TAR per i cacciatori è stato un fulmine a ciel sereno cascato nel bel mezzo della stagione venatoria: tuttavia è da tempo che la situazione è per così dire “vacillante e precaria”. Già 6 mesi fa, infatti, i giornali avevano scritto che erano stati presentati 3 ricorsi contro il nuovo piano faunistico-venatorio. La questione non secondaria quindi è: l'informazione su quanto stava accadendo stava girando tra i cacciatori? I cacciatori erano stati informati su ciò che sarebbe potuto succedere da chi li rappresenta e dai responsabili della provincia? Sapevano che da anni si era sul filo del rasoio? Chi ha voluto portare avanti questa miope strategia? Di chi sono le responsabilità? Al presidio dei cacciatori organizzato ieri, Domenica 11 Novembre 2007, di fronte alla sede della Provincia di Bergamo c'era uno striscione che recitava “PROVINCIA CI HAI DELUSO”: questa per noi è la migliore risposta alle dichiarazioni del Presidente Bettoni & C. fatte in questi giorni.Che il TAR abbia accolto il ricorso del WWF sul Piano venatorio significa che si è superato il limite, la soglia di tolleranza oltre cui non si poteva andare. La corda è stata tirata per anni e ad un certo punto si è spezzata. Si tratta di un segnale forte, forse traumatico ma che deve essere colto dalla Provincia come un punto di ri-partenza, e occasione per abbandonare la politica di aggirare le leggi quando delibera in materia di caccia. Entrando nel merito della questione, nel piano bocciato c’erano anche incongruenze ben più gravi della mancata previsione nel Piano impugnato del divieto di caccia nelle aree percorse dal fuoco, a cominciare dalla continua ricerca di trucchetti per evitare di proteggere quel 20% di territorio agrosilvopastorale che la Legge nazionale impone. E’ vero che non era mai successo di dover sospendere la caccia, ma è anche vero che succede solo a Bergamo che si facciano 4 piani faunistico-venatori in 7 anni e che tutti questi non siano in grado di superare l’esame dei tribunali amministrativi. Il piano ora sospeso era stato approvato il 28.3.2007 ed era entrato in vigore il 19 giugno, data di approvazione dello studio di valutazione di incidenza ambientale. Vale la pena di ricordare alcune tappe della telenovela che ci ha portato alla situazione attuale: il piano approvato dal consiglio provinciale il 23.10.2000 fu censurato dal TAR di Brescia il 9.2.2001. Il consiglio provinciale approvò un altro piano intitolato “modifica e adeguamento...” il 15.10.2002, annullato con decreto del Presidente della Repubblica del 21.2.2006 in seguito alla sentenza del Consiglio di Stato emessa nella seduta del 6.4.2005. I successivi piani e le relativa varianti approvati dal consiglio provinciale con delibere n° 4 del 24.1.2006 e n° 22 del 9.5.2006 sono nelle cronache di questi giorni e la telenovela non è ancora finita. Il TAR entrerà nel merito nella seduta fissata per il 24.1.2008. Forse l'obiettivo è quello di ottenere un rinvio alla Corte Costituzionale della Legge Regionale fatta apposta per non proteggere il 20% del territorio agrosilvopastorale e salvare i 200 appostamenti fissi di caccia fermati per tutto il 2006 dal piano faunistico entrato in vigore in quell’anno, come già è avvenuto per la legge regionale che consentiva ai cacciatori di usare come richiami vivi uccelli privi di anellino, dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale con la sentenza 441 del 2006.Ora, da chi è chiamato a dare delle risposte, si dice che queste cose succedono solo a Bergamo, che è la prima volta in Italia che si sospende la caccia e che le motivazioni addotte dal TAR sono di scarsa rilevanza (nella delibera della giunta provinciale di ieri è scritto addirittura che “la motivazione dell’ordinanza è illogica e infondata”). Dal canto nostro vogliamo solo dire che forse il Tribunale Amministrativo Regionale di voce in capitolo e competenza ne abbia a sufficienza soprattutto sulle questioni di legittimità dei vari provvedimenti. A novembre dello scorso anno la Legambiente aveva scritto alla provincia e ai giornali spiegando che avrebbe disertato il tavolo tecnico per la predisposizione del nuovo piano faunistico venatorio perchè i suoi suggerimenti non erano mai stati tenuti in alcun conto. Infatti almeno da 10 anni diciamo sempre le stesse cose, mai tenute in considerazione. Si vedano ad esempio le nostre osservazioni del 24.10.1996, ancora valide e attuali.Il “guaio” in cui la provincia si è venuta a trovare è la logica conseguenza di scelte di parte unilaterali che ha preso dopo aver ascoltato sempre solo i cacciatori, ignorando completamente il restante 99% della popolazione. Ci attendiamo decisioni rispettose di quella grande fetta di popolazione, e forse anche di una parte del mondo venatorio, che vorrebbe una caccia regolata più seriamente.Pertanto Legambiente, come hanno già fatto le altre associazioni ambientaliste a partire dal WWF, offre alla Provincia la disponibilità e la competenza tecnica dei suoi esperti per predisporre un nuovo piano che rappresenti un salto di qualità e che porti a soluzioni serie e durature, ma a condizione che le sue osservazioni vengano valutate con pari dignità rispetto a quelle delle altre componenti istituzionali previste dalla Legge quadro nazionale sulla caccia.Bergamo, 12 novembre 2007Coordinamento Provinciale Legambiente Bergamo
venerdì 19 ottobre 2007
NON DIMENTICARE LA MONTAGNA
Sembra questo un appello che ogni anno si affaccia alla presentazione della FINANZIARIA.
Ci si accorge troppo spesso che la montagna esista solo nei momenti di emergenza o di catastrofi o calamità ..incendi ,alluvioni ,frane ma poco nel suo scorrere di vita quotidiana.
Eppure la montagna e chi la abita ,dopo gli spopolamenti degli anni 80, vede una stabilità abitativa assai significativa con il turismo ,l’industria ,l’artigianato ,il terziario avanzato,l'agricoltura e l'allevamento e tutto questo al di là delle difficoltà di collegamenti e di viabilità e tutto questo al di là di una scarsità di servizi troppo sparsi sul territorio e scarsi rispetto alla città.
E’ chiaro quindi che chi vive nei nostri territori si senta talvolta quasi abbandonato quasi un cittadino di serie B per qualità e quantità di servizi !
Se la protesta delle Comunità Montane verso questa finanziaria merita una attenta analisi delle motivazioni ,non solo di auto-difesa e di poca critica , dall’altra pero’ solleva un tema ormai ineludibile: quali strutture amministrative per il territorio ?
Si parla di soppressioni di province ,di soppressioni di comunità montane ,di riduzione della rappresentanza nelle stesse (nel nome del risparmio per i costi della politica ), di unioni di comuni etc…!
La realtà è anche più incalzante! Il senso ,oggi,di certe realtà comunali là dove non si raggiungono neanche i 100 abitanti ( poco più o meno di un condominio di città) o dove certi comuni ormai faticano a capire dove iniziano e dove terminano, tanto l’urbanizzazione li ha cosi’ incollati l’uno all’altro.
Ebbene allora ben vengano le proteste e le richieste di maggiori risorse per le realtà di montagna ma non sarà con leggi sparse qua e là siano esse nazionali o regionali che si risolveranno i problemi della montagna. Problemi che vanno ben oltre i piccoli campanilismi e gli ancor più piccoli localismi (vedi le frazioni comunali )..si rende necessaria ormai una vera grande riflessione che ridisegni da una parte le realtà istituzionali (comuni ,unione dei comuni ,comunità montane ,consorzi etc..) , con chiarezza e con stabilità nel tempo , e dall’altra liberare risorse ed investimenti per questi territori che costituiscono il presidio più qualificato per l’ambiente e la storia del nostro paese.
“La montagna esiste e merita rispetto”.
Sembra questo un appello che ogni anno si affaccia alla presentazione della FINANZIARIA.
Ci si accorge troppo spesso che la montagna esista solo nei momenti di emergenza o di catastrofi o calamità ..incendi ,alluvioni ,frane ma poco nel suo scorrere di vita quotidiana.
Eppure la montagna e chi la abita ,dopo gli spopolamenti degli anni 80, vede una stabilità abitativa assai significativa con il turismo ,l’industria ,l’artigianato ,il terziario avanzato,l'agricoltura e l'allevamento e tutto questo al di là delle difficoltà di collegamenti e di viabilità e tutto questo al di là di una scarsità di servizi troppo sparsi sul territorio e scarsi rispetto alla città.
E’ chiaro quindi che chi vive nei nostri territori si senta talvolta quasi abbandonato quasi un cittadino di serie B per qualità e quantità di servizi !
Se la protesta delle Comunità Montane verso questa finanziaria merita una attenta analisi delle motivazioni ,non solo di auto-difesa e di poca critica , dall’altra pero’ solleva un tema ormai ineludibile: quali strutture amministrative per il territorio ?
Si parla di soppressioni di province ,di soppressioni di comunità montane ,di riduzione della rappresentanza nelle stesse (nel nome del risparmio per i costi della politica ), di unioni di comuni etc…!
La realtà è anche più incalzante! Il senso ,oggi,di certe realtà comunali là dove non si raggiungono neanche i 100 abitanti ( poco più o meno di un condominio di città) o dove certi comuni ormai faticano a capire dove iniziano e dove terminano, tanto l’urbanizzazione li ha cosi’ incollati l’uno all’altro.
Ebbene allora ben vengano le proteste e le richieste di maggiori risorse per le realtà di montagna ma non sarà con leggi sparse qua e là siano esse nazionali o regionali che si risolveranno i problemi della montagna. Problemi che vanno ben oltre i piccoli campanilismi e gli ancor più piccoli localismi (vedi le frazioni comunali )..si rende necessaria ormai una vera grande riflessione che ridisegni da una parte le realtà istituzionali (comuni ,unione dei comuni ,comunità montane ,consorzi etc..) , con chiarezza e con stabilità nel tempo , e dall’altra liberare risorse ed investimenti per questi territori che costituiscono il presidio più qualificato per l’ambiente e la storia del nostro paese.
“La montagna esiste e merita rispetto”.
domenica 14 ottobre 2007
Un NOBEL per l'ambiente :A.GORE
Quest’anno, il Premio Nobel per la Pace va a una persona e a un’istituzione che non si sono distinti per la risoluzione di un conflitto di guerra classico.
Questo premio attira l’attenzione sui nuovi tipi di minaccia alla sicurezza internazionale di cui i nostri governi anche europei hanno tardato a prendere coscienza.
Il cambiamento climatico,il riscaldamento del pianeta e di conseguenza quello dell’accesso alle fonti energetiche,il controllo dell’approvvigionamento idrico ecc..
Fenomeni considerati come “naturali” possono essere all’origine di conflitti tra i popoli e gli Stati,conflitti altrettanto sanguinosi come le guerre di frontiera degli stati europei dell’800 e del ‘900.
L’attribuzione del Premio Nobel della pace a GORE è un gesto politico contro G.W .BUSH, un gesto riassunto nel suo film UNA SCOMODA VERITA’, un combattimento per la salvezza del pianeta.
Al di là delle dispute tra esperti, gli osservatori che seguono i conflitti in Africa hanno constatato che il riscaldamento climatico e i suoi effetti sull’equilibrio ecologico sono all’origine di conflitti tra nomadi e sedentari.
E’ forse l’anticipo di migrazioni di massa che potrebbe provocare una competizione violenta per l’accesso alle risorse naturali ed il rischio di guerre all’interno di Stati e tra di loro.
Questo premio Nobel 2007 segna per tutti un campanello d’allarme!
Come VERDI non possiamo che essere soddisfatti di questo premio Nobel . Ora occorre continuare questa battaglia con coerenza su un fronte ampio e risvegliare certe timidezze che ancora impediscono di mettere nei nostri territori il tema AMBIENTE tra le priorità.
Il lavoro non manca !
Quest’anno, il Premio Nobel per la Pace va a una persona e a un’istituzione che non si sono distinti per la risoluzione di un conflitto di guerra classico.
Questo premio attira l’attenzione sui nuovi tipi di minaccia alla sicurezza internazionale di cui i nostri governi anche europei hanno tardato a prendere coscienza.
Il cambiamento climatico,il riscaldamento del pianeta e di conseguenza quello dell’accesso alle fonti energetiche,il controllo dell’approvvigionamento idrico ecc..
Fenomeni considerati come “naturali” possono essere all’origine di conflitti tra i popoli e gli Stati,conflitti altrettanto sanguinosi come le guerre di frontiera degli stati europei dell’800 e del ‘900.
L’attribuzione del Premio Nobel della pace a GORE è un gesto politico contro G.W .BUSH, un gesto riassunto nel suo film UNA SCOMODA VERITA’, un combattimento per la salvezza del pianeta.
Al di là delle dispute tra esperti, gli osservatori che seguono i conflitti in Africa hanno constatato che il riscaldamento climatico e i suoi effetti sull’equilibrio ecologico sono all’origine di conflitti tra nomadi e sedentari.
E’ forse l’anticipo di migrazioni di massa che potrebbe provocare una competizione violenta per l’accesso alle risorse naturali ed il rischio di guerre all’interno di Stati e tra di loro.
Questo premio Nobel 2007 segna per tutti un campanello d’allarme!
Come VERDI non possiamo che essere soddisfatti di questo premio Nobel . Ora occorre continuare questa battaglia con coerenza su un fronte ampio e risvegliare certe timidezze che ancora impediscono di mettere nei nostri territori il tema AMBIENTE tra le priorità.
Il lavoro non manca !
domenica 30 settembre 2007
Un attacco lobbysta...e Panorama fa lobby !
L'ultimo numero in edicola di Panorama porta avanti in maniera sistematica una vera e propria campagna contro i Verdi e contro l'ambiente. Addirittura con toni allarmistici si pubblicano una serie di notizie manipolate in modo da far risultare un dato assolutamente fittizio e falso.
Ma, in realtà, le accuse che sottendono il pezzo sono le solite, quelle di tutelare la difesa dell'ambiente nel nostro Paese, di dire con certezza che le centrali a carbone non sono il futuro ma sono il passato, di fare in modo che le leggi dello Stato che prevedono - come impone la Unione Europea - che sulle opere vi sia una Valutazione di Impatto ambientale vengano rispettate. L'accusa finale quindi è paradossale: far rispettare le leggi dello Stato.
Quello del giornale della Mondadori è certamente un attacco sconnesso e di stampo oscurantista, ma che non va preso sottogamba.
E' necessario reagire a questo assalto, anche perchè è ben orchestrato per favorire la causa del nucleare. Lo dimostra il fatto che oggi - un altro giornale sempre legato all'area del centrodestra - in suo allegato rilancia il nucleare, con dei dati che dimostrerebbero che gran parte degli italiani sarebbero favorevoli al nucleare.
Bene è necessario reagire in tutte le maniere. E noi lo faremo, organizzando per il 10 di novembre - ventesimo anniversario del referendum che sconfisse il nucleare in Italia - una grande manifestazione antinucleare a Roma per ricordare a tutti gli italiani che nel nostro Paese ancora abbiamo scorie nucleari.
Noi continueremo a lavorare in maniera seria, sapendo che - con le tematiche ambientali - stiamo incentivando l'occupazione: l'unico settore in cui è cresciuta l'occupazione nell'ultimo anno sono le iniziative sul solare, quelle sulle modernizzazioni delle nostre case con i doppi vetri e la efficienza energetica; insomma tutte le iniziative di innovazione che stiamo proponendo.
L'ultimo numero in edicola di Panorama porta avanti in maniera sistematica una vera e propria campagna contro i Verdi e contro l'ambiente. Addirittura con toni allarmistici si pubblicano una serie di notizie manipolate in modo da far risultare un dato assolutamente fittizio e falso.
Ma, in realtà, le accuse che sottendono il pezzo sono le solite, quelle di tutelare la difesa dell'ambiente nel nostro Paese, di dire con certezza che le centrali a carbone non sono il futuro ma sono il passato, di fare in modo che le leggi dello Stato che prevedono - come impone la Unione Europea - che sulle opere vi sia una Valutazione di Impatto ambientale vengano rispettate. L'accusa finale quindi è paradossale: far rispettare le leggi dello Stato.
Quello del giornale della Mondadori è certamente un attacco sconnesso e di stampo oscurantista, ma che non va preso sottogamba.
E' necessario reagire a questo assalto, anche perchè è ben orchestrato per favorire la causa del nucleare. Lo dimostra il fatto che oggi - un altro giornale sempre legato all'area del centrodestra - in suo allegato rilancia il nucleare, con dei dati che dimostrerebbero che gran parte degli italiani sarebbero favorevoli al nucleare.
Bene è necessario reagire in tutte le maniere. E noi lo faremo, organizzando per il 10 di novembre - ventesimo anniversario del referendum che sconfisse il nucleare in Italia - una grande manifestazione antinucleare a Roma per ricordare a tutti gli italiani che nel nostro Paese ancora abbiamo scorie nucleari.
Noi continueremo a lavorare in maniera seria, sapendo che - con le tematiche ambientali - stiamo incentivando l'occupazione: l'unico settore in cui è cresciuta l'occupazione nell'ultimo anno sono le iniziative sul solare, quelle sulle modernizzazioni delle nostre case con i doppi vetri e la efficienza energetica; insomma tutte le iniziative di innovazione che stiamo proponendo.
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